MANUTENZIONE CALDAIA

Manutenzione caldaia: cos’è e a cosa serve

Il controllo della caldaia consiste in un’ispezione periodica dell'apparecchiatura per garantire la sicurezza dell’impianto, prevenire eventuali incidenti e ottimizzarne l’efficienza energetica.

Consiste in due tipi di intervento:

  • manutenzione ordinaria caldaia
  • controllo fumi (o revisione caldaia)

Controllo caldaia: a chi rivolgersi e in cosa consiste

La manutenzione e la revisione della caldaia sono di esclusiva competenza di tecnici abilitati, autorizzati a effettuare gli interventi di pulizia e controllo dei fumi e al rilascio della documentazione necessaria ad attestarne il funzionamento a norma di legge. Vediamo in cosa consiste la prima delle due operazioni, ovvero la manutenzione ordinaria.

Consiste in un esame visivo dell'apparecchiatura e in una verifica dei vari parametri di funzionamento; nello specifico il tecnico abilitato eseguirà una serie di operazioni come:

  • la pulizia del bruciatore e dello scambiatore
  • il controllo della tenuta e dei filtri
  • la verifica sul tiraggio dei fumi
  • la valutazione della ventilazione dell'ambiente in cui si trova la caldaia.

La manutenzione prevede anche la pulizia della caldaia, ovvero il controllo delle componenti dell'impianto maggiormente a rischio usura (come guarnizioni, camera di combustione, ventilatori ed elettrodi) e un test sulle prestazioni.

Manutenzione caldaia: un obbligo?

Mentre la manutenzione ordinaria non è obbligatoria secondo precise cadenze, l’obbligo di revisione della caldaia è tale secondo quanto stabilito con l’entrata in vigore del DPR 74/2013 e vale per tutti i sistemi termici che servono a riscaldare o raffrescare gli ambienti:

  • Caldaia elettrica
  • Caldaia ibrida;
  • Caldaia a biomassa;
  • Caldaia a gas;
  • Pompa di calore.

Manutenzione caldaia: ogni quanto va fatta

I controlli vanno eseguiti periodicamente in base alle istruzioni tecniche contenute nel libretto di uso e manutenzione rilasciato dall’installatore e obbligatorio dal 2016; in generale è consigliabile seguire la periodicità (di solito una volta l’anno) previste dalle normative UNI e CEI. Fanno eccezione le caldaie ad alta efficienza la cui manutenzione è prevista ogni due anni.

A manutenzione completata, il manutentore dovrà rilasciare obbligatoriamente un resoconto delle verifiche e compilare il libretto di impianto nelle parti.

Differenze tra manutenzione ordinaria e controllo fumi

A differenza della manutenzione, il controllo dei fumi della caldaia è obbligatorio per legge. Si tratta di verificare l'efficienza energetica dell’apparecchio attraverso l'indice di fumosità e l'analisi delle emissioni e della concentrazione di agenti inquinanti nei gas di scarico, come l’ossido di carbonio. Il tecnico specializzato preleva i prodotti di combustione e ne misura la conformità rispetto ai limiti imposti dalla legge: così facendo potrà rilevare eventuali discrepanze tra le reali emissioni e i valori previsti dalla scheda tecnica e dalla normativa.

La frequenza delle verifiche (con controlli a cadenza annuale o biennale o quadriennale) varia in base alla potenza della caldaia e al tipo di combustibile usato. Il controllo dei fumi va eseguito:

  • alla prima accensione;
  • ogni 4 anni nel caso di una caldaia a gas o GPL con potenza pari o inferiore a 100 kW;
  • ogni 2 anni per impianti a combustibile liquido o solido con potenza inferiore o uguale a 100 kW;
  • ogni anno per caldaie a combustibile solido (legno, carbone o pellet) e liquido (gasolio, Gpl) con potenza superiore a 100 kW
  • ogni anno per impianti a gas metano o GPL con potenza superiore a 100 kW

Bollino blu e bollino verde caldaia

Al termine della revisione verrà rilasciato un bollino adesivo contenente un codice numerico univoco da applicare sulla documentazione relativa alla caldaia, che attesta il superamento della verifica sul controllo dei fumi. Il bollino è di due diversi colori:

  • bollino blu per gli impianti termici con potenzialità inferiore a 35 kW
  • bollino verde per i generatori di calore da 35 a 350 kW

Sanzioni e rischio per mancata manutenzione caldaia

La manutenzione di una caldaia ha costi diversi in base all’intervento da eseguire e al tipo di caldaia. La spesa media per la manutenzione ordinaria di una caldaia a gas si aggira tra i 70 e i 120 euro, mentre per il controllo dei fumi, la spesa da mettere in conto per la stessa tipologia di impianto è indicativamente tra i 40 e gli 80 euro. I costi di manutenzione della caldaia possono variare significativamente anche da regione a regione e persino da città a città. Non si può nemmeno escludere che i tecnici autorizzati operanti nello stesso ambito territoriale pratichino prezzi diversi per lo stesso tipo di intervento. Ad incidere sull'esborso è, infine, la complessità delle operazioni effettuate: qualora si rendano necessarie sostituzioni e riparazioni, l'attività comporta una spesa più elevata.

La mancata revisione della caldaia ha ripercussioni sull'efficienza e sulla sicurezza dell'impianto e comporta l'applicazione di una sanzione da 500 a 3 mila euro. L'intervento del tecnico per la manutenzione permette di rilevare, in fase precoce, malfunzionamenti che potrebbero essere particolarmente rischiosi per l'immobile e i suoi abitanti. È il caso, ad esempio, di una fuga di gas che può essere la causa dell'immissione di scarichi nocivi all'interno e all'esterno dell'abitazione, di consumi abnormi che appesantiscono la bolletta e, nel peggiore dei casi, di incendi ed esplosioni.

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