POTENZA IMPEGNATA E DISPONIBILE

La potenza impegnata e potenza disponibile: quali sono le differenze?

Irrinunciabile strumento di misurazione del flusso di energia utilizzata dal cliente finale, il contatore dell'energia elettrica fornisce delle utili informazioni relative alla fornitura. La potenza del contatore, chiaramente riportata sulla bolletta della luce e misurata in kW, rappresenta una delle fondamentali caratteristiche della fornitura stessa. Ecco una breve guida per conoscere la differenza tra potenza contrattualmente impegnata e potenza disponibile e per capire come richiedere una modifica della potenza qualora quest'ultima risulti insufficiente oppure sovradimensionata rispetto alle esigenze di consumo personali o familiari.

Cosa significa potenza contrattualmente impegnata?

Per potenza contrattualmente impegnata si intende il livello di potenza indicato nel contratto di fornitura. Viene definita nel momento della sottoscrizione del contratto, utilizzando le informazioni disponibili sui livelli massimi prelevati in ciascun mese e tenendo conto delle esigenze del cliente (in particolare, del tipo e del numero degli apparecchi elettrici in uso). Anche se per la maggior parte dei clienti domestici la potenza impegnata è di 3 kW, per garantire la selezione del livello di potenza più in linea con i propri bisogni, è possibile scegliere tra molteplici livelli (a partire da 1,5 kW e con una gradualità di 0,50 kW). La scelta della potenza del contatore va ponderata tenendo conto del consumo di energia elettrica dell'abitazione e del numero di elettrodomestici presenti e della loro potenza. Il calcolo della potenza elettrica consumata aiuta ad individuare la potenza del contatore più adeguata.

Che cos'è la potenza disponibile?

Si parla di potenza disponibile in riferimento alla potenza realmente a disposizione delle utenze. Si tratta del livello massimo di potenza prelevabile in un punto di prelievo senza che il cliente sia disalimentato. I fornitori di energia elettrica prevedono che dal contatore possa essere prelevata una potenza pari al 10% in più rispetto a quella contrattualmente impegnata: a titolo esemplificativo, a fronte di una potenza contrattualmente impegnata di 3 kW, quella disponibile è di 3,3 kW. Quando si utilizzano elettrodomestici energivori con un consumo che supera anche quello supplementare della potenza disponibile, il contatore scatta e si interrompe in via temporanea la fornitura. Al verificarsi di questi inconvenienti, è possibile richiedere la variazione di potenza in modo tale da avere a disposizione una potenza in grado di sostenere le richieste energetiche dei propri elettrodomestici. Per chi dispone di un contatore elettronico, è peraltro possibile visualizzare la potenza istantanea: tale valore, aggiornato ogni due minuti, indica la potenza che un dispositivo sta assorbendo in un determinato istante.

Cambio della potenza del contatore: i tempi e i costi

Quando gli elettrodomestici assorbono più della potenza garantita o quando è necessario ricaricare l'auto elettrica, è opportuno aumentare la potenza del contatore. La richiesta, che comporta una modifica del contratto luce, va presentata al proprio fornitore. Il fornitore è tenuto a trasmettere, entro due giorni lavorativi, la richiesta al distributore. Tocca a quest'ultimo variare la potenza entro 5 giorni lavorativi se non sono necessari interventi sul contatore, mentre la necessità di lavori specifici sul contatore impone la consegna di un preventivo e prevede un termine di 20 giorni per l'esecuzione dell'intervento. Per quanto riguarda i costi, il cambio di potenza per gli utenti del mercato libero e del mercato tutelato comporta il pagamento di un contributo variabile in base alla potenza e di un contributo per gli oneri di gestione destinato al fornitore.

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Il contenuto è a scopo informativo per cui Vivigas S.p.A. non si assume la responsabilità in caso di errori/omissioni e invita sempre il cliente a visitare il sito di Arera per qualsiasi verifica o approfondimento.