Immaginate di rientrare a casa e ritrovarvi alle prese con il contatore della luce spento. Cosa significa? Il problema può essere momentaneo, come per esempio in caso di blackout o guasto temporaneo, ma un contatore elettronico spento può segnalare anche un’anomalia più grave, come la sospensione della fornitura o un malfunzionamento dell’impianto elettrico causato da sovraccarichi o cortocircuiti. In termini pratici vuol dire niente elettricità e l’impossibilità di utilizzare tutti i dispositivi e gli elettrodomestici di casa che si alimentano tramite la corrente elettrica.
Comprendere le cause e sapere cosa fare quando il contatore risulta spento è fondamentale per ripristinare rapidamente l’erogazione di energia e tornare alla normalità.
Per verificare se un contatore funziona correttamente basta prestare attenzione alle luci e ai simboli presenti sul display del contatore elettronico.
Attenzione inoltre a:
Se i dubbi sul corretto funzionamento del contatore persistono ARERA prevede la possibilità di richiedere una verifica tecnica al proprio fornitore, tramite i canali e le modalità previste.
Il venditore informa il cliente dei costi che eventualmente dovrà sostenere e, se il cliente conferma di voler procedere, trasmette la richiesta al distributore.
Le ragioni per cui un contatore elettrico non funziona correttamente possono essere tra le più disparate.
Se il display del contatore è spento a causa di una manomissione o per un guasto sulla rete esterna o se mostra un codice di anomalia, allora sarà necessario contattare il distributore che ha installato il contatore affinché possa intervenire. Ecco tutto quello che c’è da fare.
In alcuni casi urgenti, come ad esempio quando il contatore è spento e manca la corrente, l’intervento viene eseguito immediatamente o entro 24 ore dalla chiamata.
In caso di accertato malfunzionamento il distributore provvederà al ripristino e alla sostituzione del contatore luce. Il tipo di intervento, i tempi e i costi dell’operazione variano in base alla causa del problema.
Se il distributore ripristina la fornitura in ritardo (oltre i 15 giorni) rispetto ai tempi previsti, il cliente ha diritto a un indennizzo automatico di 40,25 euro, cifra destinata a raddoppiare o triplicare se il ritardo supera il doppio o triplo del termine previsto.
Un contatore della luce spento o guasto può influire significativamente anche sulle bollette, che in assenza di una registrazione dei dati, potrebbero essere calcolate su stima e non su letture reali generando conguagli insoliti, troppo alti o al contrario molto bassi. Quando il contatore non segna i consumi, questi verranno ricostruiti infatti dal distributore: se sarà possibile stabilire con certezza il momento del guasto, si stimeranno i consumi del periodo compreso tra il guasto e la sostituzione del contatore; se invece non fosse possibile stabilire con esattezza il momento in cui il contatore ha smesso di funzionare, la ricostruzione potrà essere effettuata sulla base di un periodo che non inizi oltre i dodici mesi precedenti al giorno in cui è avvenuta la verifica del contatore. L’importo dovuto e le stime dei consumi saranno trasmessi attraverso idonea documentazione entro due mesi dalla verifica.
Per limitare il rischio di ritrovarsi con il contatore elettronico spento non esiste una ricetta, ma è possibile mettere in atto una serie di buone pratiche come:
In questo contesto è fondamentale affidarsi a un operatore attento alle esigenze dei consumatori, come VIVI energia che promuove un consumo consapevole e sostenibile. Ecco alcuni vantaggi:
