La diagnosi energetica (audit energetico) è un’analisi tecnica e documentata dei consumi di un’azienda, finalizzata a comprendere come viene utilizzata l’energia all’interno di siti produttivi, edifici e impianti. Si tratta di uno strumento centrale per migliorare l’efficienza energetica, perché permette di trasformare i dati di consumo in indicazioni operative. Attraverso la diagnosi è infatti possibile individuare sprechi, inefficienze e criticità, proponendo interventi mirati con una stima chiara del risparmio energetico ottenibile.
Il risultato è una relazione tecnica che supporta l’azienda nelle decisioni strategiche, aiutandola a ridurre i costi e a migliorare la gestione dell’energia.
Per un’impresa, l’audit energetico rappresenta il primo passo di un percorso strutturato di riqualificazione energetica. La sua funzione è duplice: da un lato offre una fotografia precisa dei consumi, dall’altro consente di valutare in modo concreto la convenienza degli interventi, misurandone costi, benefici e tempi di ritorno.
In questo modo, l’azienda può individuare le azioni più efficaci per migliorare le prestazioni energetiche e ridurre l’incidenza del prezzo dell’energia sui propri costi operativi. Gli interventi suggeriti possono riguardare sia gli impianti sia i processi produttivi, includendo soluzioni come l’ottimizzazione delle tecnologie esistenti, l’introduzione di sistemi più efficienti o l’integrazione di fonti rinnovabili.
La diagnosi energetica aziendale parte dalla raccolta dei dati di consumo, come bollette, misurazioni e informazioni sugli impianti. A questa fase segue il sopralluogo tecnico, necessario per comprendere come l’energia viene effettivamente utilizzata nei diversi reparti, dalla produzione agli uffici.
I dati raccolti vengono poi analizzati per individuare dove si concentrano gli sprechi e quali interventi possono migliorare le performance energetiche. Il risultato è una relazione dettagliata che indica le azioni consigliate, i costi stimati, i tempi di rientro e il risparmio atteso. L’obiettivo è fornire all’azienda una base solida per prendere decisioni informate e pianificare interventi sostenibili nel tempo.
Il quadro normativo della diagnosi energetica è in fase di evoluzione. Storicamente, in Italia l’obbligo era disciplinato dal D.Lgs. 102/2014 e riguardava le grandi imprese e le imprese a forte consumo di energia. Con la nuova Direttiva Europea sull’Efficienza Energetica (UE 2023/1791 - EED), l’approccio sta però cambiando: il criterio dimensionale basato su numero di dipendenti, fatturato e bilancio viene progressivamente sostituito da un criterio fondato sui consumi energetici effettivi dell’organizzazione.
La nuova direttiva introduce infatti soglie di consumo energetico annuale, misurate in terajoule (TJ), per individuare le imprese soggette agli obblighi. In particolare, le aziende con un consumo energetico medio annuo superiore a 10 TJ, calcolato sulla media degli ultimi tre anni, sono tenute a effettuare una diagnosi energetica periodica e a predisporre un Piano d’Azione per l’Efficienza Energetica (PAEE). Per le imprese con consumi superiori a 85 TJ annui, oltre alla diagnosi energetica è previsto l’obbligo di adottare un Sistema di Gestione dell’Energia certificato secondo la norma ISO 50001.
Questo nuovo approccio amplia la platea delle aziende potenzialmente coinvolte, includendo anche organizzazioni che, pur non essendo classificabili come grandi imprese secondo i parametri tradizionali, presentano consumi energetici significativi. Al contrario, la dimensione aziendale assume un ruolo meno rilevante rispetto all’effettivo utilizzo di energia.
Le imprese interessate devono monitorare attentamente i propri consumi energetici e verificare il rispetto delle nuove soglie previste dalla normativa, considerando tutti i vettori energetici utilizzati, come energia elettrica, gas naturale, combustibili per i processi produttivi, teleriscaldamento e altre fonti energetiche impiegate nelle attività aziendali.
Il costo di una diagnosi energetica varia in funzione della complessità dell’azienda, considerando fattori come il numero di sedi, la tipologia di impianti e la presenza di processi produttivi articolati.
Per realtà più semplici può partire da poche migliaia di euro, mentre aumenta in caso di aziende strutturate o multisito. Anche le tempistiche dipendono dal contesto: generalmente si parla di un periodo compreso tra uno e tre mesi, necessario per completare tutte le fasi, dalla raccolta dei dati ai sopralluoghi fino alla redazione della relazione finale.
L’Attestato di Prestazione Energetica fotografa la prestazione dell’edificio secondo criteri standard e lo colloca in una classe, dalla A4 alla G; per questo viene richiesto in situazioni come vendita, affitto o nuova costruzione.
La diagnosi energetica, invece, entra nel merito dei consumi reali: analizza involucro, impianti, abitudini d’uso e punti critici dell’edificio, con l’obiettivo di capire quali interventi possono ridurre gli sprechi.
Nel dettaglio:
La diagnosi energetica aiuta a trasformare i consumi in informazioni utili: mostra dove si spreca energia, quali impianti incidono maggiormente sui costi e quali interventi possono generare un risparmio concreto.
I vantaggi per le aziende quali sono?
La diagnosi consente di individuare inefficienze negli impianti, nei processi produttivi, nell’illuminazione, nella climatizzazione e nella gestione degli edifici. Questo permette di ridurre i costi operativi, programmare investimenti più mirati e rispettare gli obblighi previsti per le grandi imprese e per le imprese a forte consumo di energia.
La diagnosi può anche supportare l’accesso a incentivi o finanziamenti per interventi di efficientamento, oltre a rendere più chiaro il percorso aziendale legato alla sostenibilità.
Le aziende soggette all’obbligo che non effettuano la diagnosi energetica nei tempi previsti rischiano sanzioni significative, che vanno da 4.000 a 40.000 euro, oltre a ulteriori penalità nel caso di diagnosi non conforme. Il pagamento della sanzione non elimina comunque l’obbligo di eseguire l’audit.
Oltre agli aspetti normativi, la mancata diagnosi può avere un impatto diretto sulla competitività aziendale: senza un’analisi aggiornata, l’impresa rischia di non individuare sprechi e inefficienze, sostenendo costi energetici più elevati e rinunciando a importanti opportunità di risparmio e accesso agli incentivi.
Con oltre 390.000 clienti e una rete di Punti Vendita sul territorio nazionale, VIVI energia è il fornitore di energia elettrica e gas che affianca clienti domestici, condomìni, PMI e grandi aziende nella gestione dei propri consumi. Oltre a garantire la trasparenza, VIVI energia promuove attivamente la sostenibilità proponendo soluzioni integrate per l'efficienza energetica e la riduzione dei consumi. L'offerta include l'installazione di impianti fotovoltaici per l'autoproduzione di energia elettrica, caldaie a condensazione di ultima generazione, climatizzatori ad alta efficienza e basso impatto ambientale, e infrastrutture di e-mobility come le Wallbox per la ricarica domestica dei veicoli elettrici.
Attraverso VIVIesco, la ESCo del gruppo, le imprese possono accedere a servizi dedicati come diagnosi energetiche, monitoraggio dei consumi, consulenza specialistica e interventi di efficientamento. Tra le soluzioni disponibili rientra anche il servizio Audit 102, pensato per supportare le aziende nell’adempimento degli obblighi previsti dal D.Lgs. 102/2014.
Energia Elettrica 100% verde/green: si intende energia elettrica prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili e/o certificata come proveniente da fonti rinnovabili, tramite l’annullamento di Garanzie di Origine (GO), in conformità alla Delibera ARERA ARG/elt 104/11 e s.m.i.
