Il costo di un impianto fotovoltaico cambia da abitazione ad abitazione. Cambia in base alla potenza scelta, alla tecnologia dei pannelli, alla complessità dell'installazione e alla presenza o meno di un sistema di accumulo. Una casa di 100 mq con tre persone ha esigenze diverse rispetto a una villa con piscina, e l'impianto va dimensionato di conseguenza.
Nel prezzo di un impianto fotovoltaico domestico rientrano più voci: pannelli, inverter, installazione, pratiche tecniche e, quando previsto, sistema di accumulo. Le fasce di costo cambiano in base alla taglia dell’impianto e possono ridursi grazie agli incentivi fiscali disponibili. Le cifre indicate servono come riferimento iniziale: il prezzo effettivo dipende sempre dalle caratteristiche dell’abitazione, dai consumi e dal tipo di impianto scelto.
Quando si parla di installazione fotovoltaico chiavi in mano, il preventivo include generalmente quattro componenti principali: pannelli, inverter, struttura di supporto e installazione con le relative pratiche burocratiche e dove fosse presente la batteria. Ognuna pesa diversamente sul totale.
I pannelli fotovoltaici rappresentano una delle voci più consistenti dopo l’installazione vera e propria o le batterie, in base a quanto ne installi. Il loro costo varia in base alla tecnologia: i monocristallini sono i più efficienti e i più cari, i policristallini (ormai in disuso per gli impianti nuovi) costano meno ma rendono leggermente di meno a parità di superficie. L'inverter fotovoltaico converte la corrente continua prodotta dai pannelli in corrente alternata utilizzabile dagli apparecchi domestici. La struttura di supporto dipende dal tipo di tetto - piano, a falda, con tegole o lamiera - e può incidere sul preventivo se richiede soluzioni personalizzate.
Infine, le pratiche burocratiche, come la comunicazione al comune, la pratica con il distributore, registrazione al GSE, sono nella maggior parte dei casi incluse nel preventivo dell'installatore.
La potenza installata è il fattore principale: più kWp si installano, più si spende in assoluto, ma il costo unitario per kWp tende a scendere all'aumentare della taglia. La tipologia di pannelli conta: i monocristallini di ultima generazione raggiungono efficienza superiore al 21-22%, il che permette di installare meno pannelli (a parità di potenza installata) per la stessa potenza.
La complessità dell'installazione incide sul preventivo. Un tetto piano (su cui si installano le zavorre che incidono sul prezzo finale), accessibile e senza ombreggiamenti pesa meno di un tetto a doppia falda con lucernari o con esposizione non ottimale.). In alcuni casi si ricorre agli ottimizzatori fotovoltaici per massimizzare la resa anche su tetti a più falde o con ombreggiamenti: una spesa aggiuntiva che però può ripagare in termini di produzione.
Di seguito le fasce di prezzo indicative per le taglie più diffuse negli impianti residenziali. I valori variano in base alla zona geografica, all'installatore e alla tecnologia scelta.
Le batterie fotovoltaiche consentono di immagazzinare l'energia prodotta durante il giorno e utilizzarla nelle ore serali, aumentando la quota di autoconsumo. Un sistema di accumulo da 5-7 kWh ha un costo indicativo tra i 3.000 e i 5.000 euro, a seconda della tecnologia e della capacità. Le batterie agli ioni di litio sono oggi lo standard del mercato per efficienza e durata.
La scelta tra fotovoltaico con accumulo e senza accumulo dipende dalle abitudini di consumo. Se la casa è vissuta durante le ore centrali della giornata, buona parte dell’energia prodotta viene usata subito. In questo caso la batteria può essere meno conveniente, o comunque meno consigliata.
Costi di installazione, manutenzione e durata dell'impianto
I costi di installazione del fotovoltaico sono in genere inclusi nel preventivo chiavi in mano: montaggio delle strutture, cablaggio, connessione all'impianto elettrico e messa in servizio. Possono aumentare se il tetto richiede interventi preparatori o se l'accesso è difficile.
I costi di manutenzione dell’impianto fotovoltaico sono contenuti: si stima una spesa annua tra i 100 e i 200 euro per controlli tecnici e pulizia. La durata dei pannelli fotovoltaici è generalmente di 25-30 anni, con una riduzione progressiva del rendimento (tipicamente 0,5-0,8% per anno). L'inverter ha invece una vita utile di 10-15 anni e richiede sostituzione, con un costo che varia tra i 1.000 e i 2.500 euro. Le batterie, se presenti, si cambiano dopo 10-15 anni a seconda della tecnologia e dell'intensità d'uso.
Gli incentivi fotovoltaico disponibili abbattono in modo significativo la spesa effettiva. La misura principale è la detrazione IRPEF del 50% prevista dal Bonus Ristrutturazione (art. 16, D.L. 63/2013), recuperabile in 10 anni sulla prima casa. Per immobili diversi dall'abitazione principale, la detrazione scende al 36%. Si applica sia ai pannelli sia ai sistemi di accumulo. L'IVA agevolata al 10% si applica all'acquisto e all'installazione su edifici residenziali, riducendo ulteriormente il costo nominale.
Oltre alle detrazioni per il fotovoltaico, oggi non è più possibile aderire allo Scambio sul Posto per i nuovi impianti. Il meccanismo è stato progressivamente sostituito da altri regimi, come il Ritiro Dedicato (RID) gestito dal GSE, che consente di vendere alla rete l’energia elettrica immessa e non autoconsumata. Anche se questo sistema non riduce il costo iniziale dell’impianto, può contribuire nel tempo a migliorare il ritorno economico dell’investimento.
L'ammortamento dell'impianto fotovoltaico dipende da tre elementi: il costo dell'impianto, la quota di energia autoconsumata e il prezzo dell'energia elettrica. Con i prezzi degli ultimi anni e una buona quota di autoconsumo (40-60%), i tempi di rientro per un impianto da 6 kW si collocano generalmente tra i 6 e i 10 anni. Un impianto da 3 kW con consumi più contenuti può richiedere qualche anno in più.
Considerando la durata dei pannelli fotovoltaici di 25-30 anni, il periodo successivo al pareggio rappresenta un risparmio netto sulla bolletta. Chi aggiunge l'accumulo accelera il rientro grazie alla maggiore quota di autoconsumo, ma deve mettere in conto la sostituzione delle batterie a metà vita dell'impianto. Il confronto con i costi dell'energia acquistata dalla rete nel tempo è il modo più preciso per valutare la convenienza della propria situazione specifica.
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