Stirare i propri capi dopo il lavaggio è una consuetudine molto diffusa, soprattutto per chi non dispone di un’asciugatrice di ultima generazione. Il ferro da stiro è ancora uno dei protagonisti assoluti delle case degli italiani, ma in pochi sanno che è anche un elettrodomestico energivoro e che, se utilizzato frequentemente, potrebbe avere un impatto significativo sulla bolletta della luce. Ecco perché è importante sapere quanto consuma in media, quale ferro da stiro consuma meno e quali accorgimenti adottare per ottenere un reale risparmio energetico.
Quanti watt consuma un ferro da stiro? Non esiste una risposta univoca, dipende dal tipo di apparecchio utilizzato. I modelli principali includono:
Ecco nel dettaglio i consumi medi di ciascun modello.
Per calcolare correttamente il consumo di un ferro da stiro, basterà moltiplicare la potenza massima assorbita (in Watt) per le ore di utilizzo. Per sapere ad esempio quanto consuma il ferro da stiro in un’ora, è sufficiente applicare la seguente formula:
Watt x ore di utilizzo = Wh (wattora) = kWh (kilowattora)
Un ferro da stiro con una potenza di 2200 watt in un’ora consumerà 2,2 kWh; ipotizzando un costo dell’energia elettrica di 0,25 euro per kWh, il costo in euro per un’ora di utilizzo sarà:
2,2 kWh x 0,25 €/kWh = 0.55 euro
Il consumo di un ferro da stiro è determinato da diversi fattori.
Contenere i consumi e risparmiare sulla bolletta quando si stira, è possibile. Basta seguire dei piccoli accorgimenti.
Per alleggerire ulteriormente la bolletta della luce è importante inoltre scegliere un buon fornitore di energia, come VIVI energia che permette di risparmiare adattando i costi in bolletta al reale fabbisogno energetico dei clienti. Ecco alcuni vantaggi:
